29 aprile 2014

A SCUOLA DA SPOERRI 2 - 1.5.1 a scuola da ... AFTER SPOERRI 2


Vediamo qualche esempio di pubblicità che riprende il concetto del ‘Dylaby‘.

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vedi anche
"A SCUOLA DA SPOERRI 1"
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In questa immagine vengono pubblicizzati sistemi di illuminazione che ‘assolvono alla loro funzione da angoli diversi’ … come ‘diverso’ dal solito è il punto di vista offerto all’osservatore. Il ragazzo appare assorto e per niente stupito da ciò che lo circonda.


 
E’ la volta di una manifattura di tappeti … il personaggio sembra sdraiato sul pavimento, intento ad osservare degli arazzi.
In realtà questa immagine, così come la precedente, è stata semplicemente stampata ruotata di 90 gradi e il nostro osservatore è appoggiato alla parete, intento a guardare i tappeti, come se fossero opere d’arte … ‘arte da calpestare’ appunto.
La stessa scritta ‘L’arte da calpestare’ segue il profilo dell’angolo in basso a destra e invita ad una duplice lettura … quella delle due direzioni di lettura dell’immagine stessa.














In questo caso la scena si sposta all’esterno e a subire una ‘verticalizzazione’ è l’ambiente urbano. L’unica persona visibile sembra ‘muoversi liberamente’, come invita la pubblicità di una marca di abbigliamento, camminando sulla parete ’orizzontalizzata’ di un palazzo.
La realizzazione ovviamente è stata possibile con un’operazione di fotomontaggio.


Anche in questo caso la scena è esterna ma vi sono molti personaggi che si muovono su piani diversi … quale sia il pavimento e quale sia la parete ce lo dice il contesto, una strana urbana.
I consigli pubblicitari invitano a rivoluzionare la nostra guida (riferendosi a dei video games), in quanto vi sono infinite possibilità per farlo, così come, suggerisce l’immagine, infinite possono essere le possibilità di spostarsi per strada.
Innanzi tutto la scena urbana si presenta vista nella giusta prospettiva e non ruotata, cosa che la distingue dalle altre situazioni e da quella realizzata da Daniel Spoerri per il Dylaby. Ciò che le accomuna invece sono i passanti che, come abbiamo visto, si spostano su piani diversi … l’effetto paradossale è in questo caso affidato ad un gruppo di ragazzi, che procedono stranamente in fila indiana, costeggiando il marciapiede e dando l’impressione di camminare sulla parete ma che, in realtà, sono immobili e sdraiati per terra simulando il movimento con la semplice posizione delle gambe e delle braccia.
Gli stessi attori usati da Spoerri per il suo Dylaby erano sdraiati sul pavimento con atteggiamenti ed espressioni che simulavano attenzione ed interesse per le opere d’arte esposte.

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